Diritto all’informazione e limiti alla diffusione delle immagini dei minori su Internet

Pubblicata su Amazon Kindle una mia ricerca su Diritto all’informazione e limiti alla diffusione delle immagini dei minori su Internet (Quaderni de La Pagina Giuridica). Il testo è la versione completa della relazione presentata al convegno “Tutela dei soggetti più deboli e diffusione delle immagini sul web: limite o privacy”, tenutosi presso il Palazzo di Giustizia di Viterbo – Aula Corte d’Assise il 22 Marzo 2018 ed organizzato dalla Camera Civile di Viterbo in collaborazione con il Centro Studi Criminologici, l’Associazione Stampa Romana e AIAF Lazio.

https://www.lapaginagiuridica.it/diritto-allinformazione-e…/

 

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Codice dell’amministrazione digitale: nuove disposizioni integrative e correttive

DECRETO LEGISLATIVO 13 dicembre 2017, n. 217

 

Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, concernente modifiche ed integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

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Intercettazioni: decreto legislativo pubblicato in gazzetta

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216 di riforma delle intercettazioni. Il provvedimento entrerà in vigore il 26/01/2018.

DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2017, n. 216

Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere a), b), c), d) ed e), della legge 23 giugno 2017, n. 103. (18G00002)

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Vi presento Irnerio, il motore di ricerca giuridica libero e gratuito

Da quasi un anno è online la versione sperimentale di Irnerio, un innovativo motore di ricerca libero e gratuito. Irnerio oggi contiene quasi 500 mila pagine indicizzate ed un database di  9 GB. L’indice è ovviamente destinato a crescere ulteriormente. Le fonti da indicizzare sono state da me selezionate e mi occuperò personalmente della manutenzione del database. L’obiettivo è quello di ottenere ricerche precise e con poco rumore.  Irnerio utilizza un software Open Source che si chiama Yacy ed è totalmente e genuinamente free. Usandolo quindi non sarete profilati e non riceverete messaggi pubblicitari.
Lo sperimento da tempo e non sento assolutamente la mancanza di Google. Come sapete, una parte consistente dei profitti di Google viene dalla vendita delle parole chiave e delle ricerche sponsorizzate. Nel settore giuridico forense una parola chiave può avere quotazioni molto alte ed il meccanismo perverso del pay per click favorisce i soggetti in grado di investire anche migliaia di euro per una campagna pubblicitaria. Irnerio, non essendo un prodotto commerciale ma esclusivamente uno strumento di conoscenza, è trasparente ed equo ed i risultati  dipendono solo dall’attinenza dei risultati alle parole chiave inserite. E’ possibile anche selezionare le fonti e quindi limitare la ricerca ad alcuni dei siti in maniera molto intuitiva (guardate la parte sinistra della pagina dei risultati e cliccate su provider, dopo cliccate sul nome del sito o dei siti che vi interessano).
Se vi piace, lo ritenete utile e volete contribuire alle spese per il server, inviate una donazione via Paypal o Flattr cliccando sull’apposito tasto che compare nella home del sito e nella pagina dei risultati della ricerca.

http://irnerio.sabatino.pro

Pagina Facebook di Irnerio: https://www.facebook.com/cercaconirnerio/
Profilo Twitter: @cercaconirnerio

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Come migliorare la difesa da parte dell’avvocato contro la sorveglianza e le intrusioni illegali nelle comunicazioni elettroniche e non solo

Secondo la carta dei principi fondamentali della professione legale europea la riservatezza ed il segreto professionale sono un dovere dell’avvocato nei confronti del cliente.

Gli interventi di sorveglianza nelle comunicazioni elettroniche da parte dei governi, a volte anche privi dei necessari presupposti legali, possono mettere a rischio il rispetto di tale principio da parte dell’avvocato. Se consideriamo che buona parte dei dati viaggiano e sono conservati al di fuori dei confini dell’Unione Europea la questione si presenta ancor più delicata. Per non dire poi dell’uso e dell’amplissima diffusione tra gli avvocati di servizi solo apparentemente gratuiti (ad es. account di posta elettronica come gmail, yahoo, hotmail ed altri) che trovano però proprio nella profilazione e nell’analisi dei dati degli utenti la loro ragione di esistere.

E’ ormai venuto il momento che anche gli avvocati facciano un uso quotidiano degli strumenti di protezione delle comunicazioni e di cifratura dei dati.

Tuttavia, l’uso di tali strumenti privo delle necessarie conoscenze di base della sicurezza che consentano un uso almeno consapevole dello strumento informatico, rischia di essere del tutto inconcludente.

Vi segnalo la lettura della guida redatta dal CCBE (Council of Bars and Law Societies of Europe) http://www.ccbe.eu sulle misure per migliorare la difesa dell’avvocato contro la sorveglianza e le intrusioni illegali nelle comunicazioni elettroniche e non solo.

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Meltdown e Spectre, come difendersi. Cominciamo dal browser: vi presento Brave

La notizia del momento nel mondo dell’informatica riguarda Meltdown e Spectre, le due gravi vulnerabilità hardware che colpiscono praticamente quasi tutti i processori prodotti negli ultimi venti anni. Per approfondire vi consiglio questo articolo di Carola Frediani pubblicato su La Stampa online.

Uno dei modi attraverso i quali è possibile lanciare un attacco passa proprio attraverso il browser.

Meltdown e Spectre, ha fatto sapere la fondazione dietro a Firefox, potrebbero essere sfruttate attraverso alcune righe di codice (JavaScript) inserite in un sito web.

A quel punto basta che un utente col computer vulnerabile visiti quelle pagine per consentire a un attaccante di accedere a informazioni riservate che siano elaborate in quel momento dal suo pc. (fonte: Carola Frediani, La Stampa)

Nel browser passa gran parte della nostra vita sociale e professionale ed è uno strumento che richiede la massima attenzione da parte dell’utente. Per questo motivo deve essere sempre aggiornato e possibilmente provvisto di alcuni tool che rendono la navigazione più sicura (v. ad es. questa pagina della EFF ed anche quella del progetto Panopticlick, sempre della EFF ).

Brave è un browser open source progettato per bloccare gli annunci pubblicitari ed il tracking rendendo la navigazione più veloce e sicura. In buona sostanza con Brave si hanno di default tutti principali miglioramenti che con gli altri browser richiedono l’installazione di plugin come AdBlock, NoScript ecc. . L’interfaccia di configurazione è semplicissima e l’utente può adattare il browser alle sue esigenze di navigazione. Brave prevede inoltre un innovativo sistema di remunerazione dei curatori siti Internet attraverso micropagamenti volontari. Questo sistema è stato introdotto per fornire una entrata alternativa ai curatori dei siti che con il blocco della pubblicità perdono una delle principali fonti di reddito.

Uso Brave da una settimana è lo trovo senza dubbio più veloce di Firefox. L’esperienza di navigazione è stata ottima ed essendo basato su Chromium e sul suo motore Blink non ho avuto problemi nell’uso dei dispositivi di firma digitale su un pc già configurato per utilizzarli con Chrome e Firefox.

Per scaricare Brave cliccare qui

 

Naviga in https con la nuova estensione di Firefox

 

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Spese straordinarie per il mantenimento dei figli: le linee guida del CNF

LINEE GUIDA PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLE MODALITÁ DI MANTENIMENTO DEI FIGLI NELLE CAUSE DI DIRITTO FAMILIARE

Approvate dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 14/07/2017

La riforma del titolo IX, capi I e II del libro primo del codice civile che ha drasticamente mutato la materia dei rapporti di filiazione, introduce principi innovativi che devono essere accolti e contemperati con I’esigenza di disporre di strumenti agili ed efficaci che consentano di limitare, quanto possibile, il contenzioso riguardante I’individuazione e le modalità di rimborso delle spese riguardanti la prole che non rientrano nel contributo ordinario dei genitori al mantenimento dei figli.
Con il venir meno del genitore affidatario in via esclusiva, e con I’introduzione della natura meramente perequativa dell’assegno di mantenimento dei figli, qualcuno oggi ritiene che la separazione dei genitori non introduca di per sé la necessita di ripartire preventivamente ed in via forfettaria gli oneri rappresentati dall’obbligo di cui all’art.316 bis C.C., ed ancor più che la forma del mantenimento diretto debba ritenersi la piú idonea a realizzare il principio di bi-genitorialità sotteso all’affidamento condiviso. La prassi che assegnava al genitore non convivente iI ruolo di finanziatore con poteri di controllo ma senza poteri di gestione, sembra destinata a tramontare poiché in contrasto con il nuovo modello legale, che sostituisce all’affidamento mono-genitoriale I’affidamento condiviso, alla potestà genitoriale, la responsabilità genitoriale e all’assegno di mantenimento il mantenimento diretto.
Non può sottacersi che questo modello familiare, fondato sull’effettiva eguaglianza economico­ sociale, giuridica e culturale dei due genitori sembra faticare ad affermarsi nella nostra società, dove invece i ruoli genitoriali tradizionali, che assegnano alla madre la prevalenza dei compiti di cura ed accudimento, sono ancora molto marcati. L’assegno periodico di mantenimento, pertanto, trova la sua necessità nel diverso tempo di cura dedicato da ciascun genitore ai figli e in attuazione dei principi costituzionali di eguaglianza, e solidarietà familiare disciplinati dall’art.316 bis c.c. E’ dovere dell’interprete dare attuazione alle previsioni di cui agli artt. 316 bis e 337 ter c.c., attraverso un’analisi obiettiva della concreta situazione di fatto da regolare, nell’auspicabile prospettiva della piena realizzazione del dato normativo.
Pertanto, assieme alle ordinarie spese che attengono alla quotidiana gestione dei compiti di cura, educazione e assistenza, va sempre disciplinata, nei casi regolati dagli artt.337 bis e ss c.c., I’equa ripartizione di quelle ulteriori.
Una delle cause che più frequentemente, infatti, alimenta iI conflitto tra i genitori (coniugati e non) nella fase patologica della crisi del consorzio familiare concerne, da un lato, I’individuazione delle spese correnti della famiglia – di fatto o fondata sul matrimonio- e, in particolare, di quelle che rientrano nel mantenimento ordinario dei figli e, dall’altro, la determinazione delle spese extra assegno in ragione dell’entità e della modalitá del contributo di ciascun genitore al loro esborso.
Da qui I’esigenza di definire apposite linee guida, atte a facilitare e al tempo stesso rendere più trasparente e previamente valutabile, la concreta distinzione fra le due voci di credito. Diviene necessario, pertanto, ridurre in via preventiva il contenzioso sul punto, attraverso I’individuazione di criteri in base ai quali le spese correnti per i figli si possano considerare come spese ordinarie o straordinarie, soggette o meno al preventivo consenso.
Al sol fine di scongiurare le controversie in materia è fatto, in ogni caso, espresso invito alle parti e, per esse, ai relativi difensori di riservare ampia trattazione, all’interno degli eventuali accordi di separazione e/o divorzio, alla disciplina delle spese straordinarie, con precisa e puntuale elencazione delle spese che esulano dalla contribuzione ordinaria al mantenimento della prole.
Ugualmente è rivolto espresso invito alle parti ad una dettagliata esposizione, all’interno degli atti introduttivi relativi alle procedure di separazione e divorzio giudiziali, delle categorie di spese straordinarie che le parti intendono disciplinare, con puntuale richiamo a quelle che erano già le eventuali spese correnti della famiglia coesa. Le spese straordinarie, in quanto occasionali e dal  costo non liquidabile in anticipo, sono molto spesso di importo rilevante in rapporto alla consistenza degli assegni forfettari che non le comprendono, o del menage familiare in caso di mantenimento diretto; la loro determinazione quindi consente la piena ed effettiva applicazione dei criteri di liquidazione dell’assegno perequativo, di cui al IV comma dell’ 337 ter c.c. Da qui I’esigenza di recintare concettualmente le voci di “spese straordinarie” che, per definizione, sono quelle imprevedibili nell’ “an” e non determinabili nel “quantum” perché afferiscono ad esigenze episodiche e saltuarie o anche quindi, tutti quegli eventi imprevedibili o eccezionali non rientranti nelle normali consuetudini di vita dei figli.

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Protocollo di Roma sulla redazione degli atti civili

Il presidente del Tribunale, il presidente dell’Ordine degli Avvocati e l’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Roma il 12 dicembre scorso hanno sottoscritto  il “protocollo sulla sinteticità e chiarezza degli atti processuali di parte e dei provvedimenti del giudice nel giudizio di primo grado”.

Il protocollo contiene utili indicazioni redazionali sulla corretta elaborazione degli atti processuali di parte e del giudice.

L’adozione del protocollo segue l’approvazione delle linee guida approvate dall’Assemblea Nazionale degli Osservatori della Giustizia Civile.

Cliccate sul link per scaricare il protocollo sinteticità e chiarezza degli atti e dei provvedimenti

Giustizia civile: non è solo una questione di rito. A proposito di 702 bis

Spese straordinarie per i figli – Protocollo di Intesa tra il Tribunale di Roma e l’Ordine degli Avvocati

Sincronizzazione di opera musicale a prodotto o mezzo audiovisivo: prerogative esclusive dell’autore della musica e tutela SIAE

Cassazione Ordinanza n. 29811 del 12/12/2017

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, la «sincronizzazione», che e una forma di manipolazione ad
uso riproduttivo di opere musicali, rientra nelle prerogative esclusive del loro autore a mente degli artt. 12 e 61 LdA, a prescindere dalla tipologia e dal contenuto del supporto, del prodotto o del mezzo audiovisivo cui la composizione musicale viene abbinata – sia esso un’opera cinematografica o audiovisiva, un filmato pubblicitario, un prodotto multimediale, uno sceneggiato televisivo e simili dovendosi ragionevolmente escludere la riconducibilità della «sincronizzazione» dell’opera musicale tra quelle utilizzazioni ricomprese nell’accezione di «pubblica  esecuzlone».

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, I’art. 180 LdA non autorizza la SIAE a concedere il diritto alla «sincronizzazione» delle opere musicali attraverso la loro diffusione coniugata – in via elettronica – con le immagini, nei vari format in cui esse vengono telediffuse, non essendo tale facoltà ricompresa nella richiamata previsione di legge (I’art. 180) e non rientrando tra i compiti istituzionali della SIAE.

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, il contratto con il quale la SIAE, ai sensi dell’art. 180 LdA, dia «Iicenza» per I’utilizzazione delle opere musicali in favore di un’impresa radio-televisiva, non comporta I’inclusione della sua utilizzazione nell’ambito di uno sceneggiato televisivo (o fiction o sequel o soap opera) per il tramite della cd. tecnica di «sincronizzazione» dell’opera musicale con le immagini televisive.

Scarica qui il testo della sentenza

Accesso alla cultura, digitalizzazione e copyright

Problematiche connesse all’uso dei DRM e delle Misure Tecnologiche di Protezione (TPM)

Free Culture – Cultura libera, di Lawrence Lessig

 

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L’archiviazione della PEC in poche semplici mosse: Mail Store

L’archiviazione della PEC rappresenta una delle urgenze che tutti gli avvocati prima o poi devono fronteggiare.

Dopo aver aperto la casella di posta elettronica certificata tutti la usiamo senza preoccuparci della sua capienza. In realtà il sistema di funzionamento dei depositi telematici non è proprio risparmioso. Si inviano PEC per i depositi nel PCT con una busta telematica di dimensione fino a 30MB che può in concreto raggiungere una dimensione massima di 42 MB. Il contenuto della PEC (il file Atto.enc) torna indietro nella ricevuta di consegna e quindi un deposito della dimensione complessiva di 42MB può raggiungere fino ad 84MB. Vi rendete conto quindi di quanto sia semplice riempire la casella di posta elettronica certificata quando si eseguono molti depositi e ricevere un messaggio dal vostro fornitore del servizio come quello che segue:

Di certo la soluzione proposta dal fornitore del servizio, ovvero il download dei messaggi delle PEC nel client di posta con cancellazione dal server, è quella più semplice ed intuitiva. E’ ovviamente possibile anche aumentare la capienza della casella di posta elettronica con conseguente aggravio di costi.

A mio avviso queste soluzioni non sono soddisfacenti.

Esistono precisi obblighi per gli avvocati che sono tenuti alla conservazione sostitutiva di tutti i messaggi di posta elettronica certificata.

L’art. 43 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) stabilisce che i documenti informatici di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento sono conservati “in modo permanente con modalità digitali” nel rispetto delle regole tecniche.

Sostanzialmente le regole tecniche dicono che i documenti (in questo caso le PEC) devono essere archiviate su supporto digitale nel formato originario, l’archivio deve essere firmato digitalmente ed infine deve essere apposta marca temporale.

Quindi bisogna trovare un modo sicuro per scaricare le mail dal server, in modo che esse possano essere archiviate senza modifiche rispetto alla versione originale, per poi essere firmate con apposizione di marcatura temporale.

La semplice stampa su carta dei messaggi non è un mezzo idoneo per la loro conservazione.

Esistono servizi di conservazione sostitutiva delle PEC ma rappresentano anch’essi un onere aggiuntivo per le nostre tasche con costi fissi poiché le soluzioni proposte prevedono abbonamenti annuali e spazio limitato per l’archiviazione.

Dopo una lunga ricerca ho trovato la soluzione: Mail Store.

Mail Store è un software in grado di consentire l’archiviazione delle mail in maniera sicura.

L’archivio può essere successivamente salvato e sottoscritto con firma digitale con apposizione della marcatura temporale così come previsto dalla legge. Dopo l’apposizione della marca temporale si può masterizzare l’intero archivio su supporto non riscrivibile (CD Rom o DVD) ed ecco che tutte le PEC risulteranno legalmente conservate in modo sicuro.

Mail Store è compatibile con qualsiasi sistema di posta elettronica e quindi potrete salvare sul vostro pc anche l’intero archivio di Gmail, Hotmail e di qualunque altro fornitore di servizio. Basta seguire le istruzioni presenti nel sito e la procedura dell’interfaccia del programma che è molto facile da usare.

Interessantissime ed utili le funzioni di ricerca delle mail che superano di gran lunga quelle dei vari client di posta elettronica esistenti.

Mail Store è un software gratuito fino a 4 utenti. Esistono varie fasce di prezzo a partire da 5 utenti.

Perchè è necessario controllare quotidianamente la posta elettronica certificata (PEC)

 

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