Sul tema della ammissibilità nel giudizio civile dei dati acquisiti senza il consenso dell’interessato ed in violazione della privacy si segnala un’interessante sentenza del Tribunale Civile di Roma, 15/01/2016, Sez. I, Pres. Dott.ssa Franca Mangano, Rel. Dott.ssa Silvia Albano.

In tema di addebito della separazione per violazione dell’obbligo di fedeltà la produzione come prova di un CD rom contenente una registrazione presa senza il consenso dell’interessato è legittima ai sensi dell’art 24 del codice della privacy in quanto tale prova viene utilizzata per far valere un diritto nel processo. Deve infatti reputarsi di rango costituzionale anche il diritto dell’individuo alla difesa in giudizio, nella medesima misura in cui lo è il diritto alla riservatezza, come diritto fondamentale della persona.
La facoltà di difendersi in giudizio utilizzando gli altrui dati personali va tuttavia esercitata nel rispetto dei doveri di correttezza, pertinenza e non eccedenza, sicché la legittimità della produzione va valutata in base al bilanciamento tra il contenuto del dato utilizzato, cui va correlato il grado di riservatezza, e le esigenze di difesa. (Conf. Cass. Sent. n. 3358 del 11.2.2009).

Si segnalano anche:

Trib. Milano Sez. Specializzata in materia di imprese, Sent. del 27-07-2016

Pretura Trapani, 20/03/1993, Foro it. 1994, I,2575

Ordinanza C. 22677/2016

Tribunale di Larino, 9 agosto 2017, n. 398, pubblicata su Famiglia e Diritto n. 10/2018 pag. 899 s.s. con nota di Maria Luisa Nitti.

In questa ultima pronuncia i dati sensibili rappresentati da immagini che descrivevano le abitudini sessuali di una delle parti, prodotte in giudizio allo scopo di provare la domanda di addebito della separazione, in quanto tali, sono soggetti alla disciplina dettata dall’art. 26 codice della privacy, con la conseguente inutilizzabilità dei medesimi in difetto della prescritta autorizzazione del Garante.

Successivamente all’entrata in vigore del REGOLAMENTO (UE) 2016/679 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), la questione della utilizzabilità dei dati personali ai fini di giustizia assume una più chiara connotazione alla luce del considerando 52,

(52) La deroga al divieto di trattare categorie particolari di dati personali dovrebbe essere consentita anche quando è prevista dal diritto dell’Unione o degli Stati membri, fatte salve adeguate garanzie, per proteggere i dati personali e altri diritti fondamentali, laddove ciò avvenga nell’interesse pubblico, in particolare il trattamento dei dati personali nel settore del diritto del lavoro e della protezione sociale, comprese le pensioni, e per finalità di sicurezza sanitaria, controllo e allerta, la prevenzione o il controllo di malattie trasmissibili e altre minacce gravi alla salute. Tale deroga può avere luogo per finalità inerenti alla salute, compresa la sanità pubblica e la gestione dei servizi di assistenza sanitaria, soprattutto al fine di assicurare la qualità e l’economicità delle procedure per soddisfare le richieste di prestazioni e servizi nell’ambito del regime di assicurazione sanitaria, o a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca scientifica o storica o a fini statistici. La deroga dovrebbe anche consentire di trattare tali dati personali se necessario per accertare, esercitare o difendere un diritto, che sia in sede giudiziale, amministrativa o stragiudiziale.

dell’art. 9 lettera f)

Articolo 9
Trattamento di categorie particolari di dati personali 1. È vietato trattare dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, nonché trattare dati genetici, dati  REGOLAMENTO GENERALE SULLA PROTEZIONE DEI DATI Garante per la protezione dei dati personali biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona. (C51)
2. Il paragrafo 1 non si applica se si verifica uno dei seguenti casi: (C51, C52)

…….

f) il trattamento è necessario per accertare, esercitare o difendere un diritto in sede giudiziaria o ogniqualvolta le autorità giurisdizionali esercitino le loro funzioni giurisdizionali;

ed infine della disciplina del cosiddetto diritto all’oblio, che prevede una deroga proprio ai fini dell’accertamento, esercizio e della difesa di un diritto in sede giudiziaria (v. considerando 65 e art. 17 comma 2 lettera e) ).

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