Come migliorare la difesa da parte dell’avvocato contro la sorveglianza e le intrusioni illegali nelle comunicazioni elettroniche e non solo

Secondo la carta dei principi fondamentali della professione legale europea la riservatezza ed il segreto professionale sono un dovere dell’avvocato nei confronti del cliente.

Gli interventi di sorveglianza nelle comunicazioni elettroniche da parte dei governi, a volte anche privi dei necessari presupposti legali, possono mettere a rischio il rispetto di tale principio da parte dell’avvocato. Se consideriamo che buona parte dei dati viaggiano e sono conservati al di fuori dei confini dell’Unione Europea la questione si presenta ancor più delicata. Per non dire poi dell’uso e dell’amplissima diffusione tra gli avvocati di servizi solo apparentemente gratuiti (ad es. account di posta elettronica come gmail, yahoo, hotmail ed altri) che trovano però proprio nella profilazione e nell’analisi dei dati degli utenti la loro ragione di esistere.

E’ ormai venuto il momento che anche gli avvocati facciano un uso quotidiano degli strumenti di protezione delle comunicazioni e di cifratura dei dati.

Tuttavia, l’uso di tali strumenti privo delle necessarie conoscenze di base della sicurezza che consentano un uso almeno consapevole dello strumento informatico, rischia di essere del tutto inconcludente.

Vi segnalo la lettura della guida redatta dal CCBE (Council of Bars and Law Societies of Europe) http://www.ccbe.eu sulle misure per migliorare la difesa dell’avvocato contro la sorveglianza e le intrusioni illegali nelle comunicazioni elettroniche e non solo.

Informazioni su

Avvocato cassazionista in Roma. Membro della commissione diritto di famiglia del COA di Roma. Sono tra i promotori di un progetto del mio Consiglio dell'Ordine sul contrasto al cyberbullismo e per l'educazione dei giovani all'uso consapevole di Internet. Blogger giuridico da quasi 18 anni.

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