Il diritto all’oblio nell’era digitale: il libro di Viktor Mayer-Schönberger

Delete, Il diritto all’oblio nell’era digitale –  Viktor Mayer-Schönberger – editore EGEA www.egeaonline.it

Il costo del ricordo

Il costo del ricordo è ormai prossimo allo zero. Dimenticare è invece  faticoso e costoso. Mentre il nostro cervello dimentica automaticamente e naturalmente le informazioni meno rilevanti ed elabora quelle importanti, oggi la memoria della macchina opera di default.
” Affidare le informazioni alla memoria digitale è diventata la norma, dimenticare l’eccezione “.
L’uomo si trova davanti ad una grande sfida evolutiva: riuscire ad elaborare una enorme massa di ricordi digitali che si presentano spesso anche decontestualizzati.

La mente umana tende naturalmente a dimenticare

Una errata oppure una mancata elaborazione del ricordo, possono avere come conseguenza l’incapacità di decidere e possono rappresentare un elemento destabilizzante per la psiche. Per questo forse la mente umana tende naturalmente a dimenticare.
Il ricordo perfetto e decontestualizzato di eventi anche insignificanti, descritto dall’autore del volume, esposto ad un pubblico che non perdona nulla, può danneggiare o anche distruggere delle vite. Il ricordo perfetto può altresì provocare una sorta di autocensura nell’espressione delle idee e nei comportamenti come nel panopticon di Bentham.

I rischi della memoria digitale

L’autore propone un’analisi dei rischi ai quali ci espone la memoria perfetta ed automatica dell’era digitale. Viktor Mayer-Schönberger propone delle possibili risposte alla scomparsa dell’oblio: tali soluzioni riguardano la sfera individuale (astinenza digitale, adeguamento cognitivo), la sfera giuridica (diritti sulla privacy, ecologia dell’informazione), il campo tecnologico (DRM, contestualizzazione perfetta). Autonomamente considerate queste risposte sono tutte imperfette ed insoddifacenti; per contrastare i pericoli del ricordo secondo l’autore bisognerebbe mirare ad un mix di soluzioni.

Una data di scadenza per le informazioni

Infine, secondo il professore austriaco occorrerebbe reintrodurre il concetto di oblio stabilendo una data di scadenza per le informazioni. L’obiettivo è ribaltare la norma: da conservare per sempre le informazioni a cancellarle  automaticamente dopo un certo periodo.
Vi consiglio la lettura di questo libro.
Informazioni su

Avvocato cassazionista in Roma. Membro della commissione diritto di famiglia del COA di Roma. Sono tra i promotori di un progetto del mio Consiglio dell'Ordine sul contrasto al cyberbullismo e per l'educazione dei giovani all'uso consapevole di Internet. Blogger giuridico da quasi 18 anni.

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