You’re not a pirate, are ye?

Sugli effetti del Digital Economy Act e delle politiche sbagliate di lotta alla pirateria. Ci domandiamo se l’invio di lettere minatorie con richieste di risarcimento danni per presunte violazioni di copyright inviate da studi legali ad ignari utenti Internet, il controllo del traffico di dati per l’individuazione del numero IP dei pirati con conseguente immolazione della privacy sull’altare degli interessi economici dei detentori dei diritti di sfuttamento delle opere, l’uso dei DRM come veri e propri virus informatici, non rappresentino una strategia suicida per gli stessi soggetti che la propugnano nonchè deleteria per la cultura digitale e non solo. Una pirateria destinata a finire underground trascinerà sotto terra anche quello che c’è di nuovo e di bello nelle nuove forme di espressione digitale ? Questa politica normativa pone al centro i contenuti oppure esclusivamente gli interessi economici di chi li sfrutta ? Con quali risultati ?L’articolo, pubblicato nell’inserto ” Media ” del Guardian, l’unico quotidiano inglese ad aver riservato all’approvazione del Digital Economy Act un’ampia copertura, descrive il fenomeno delle lettere minatorie ricevute da numerosi utenti che con le volazioni nulla avevano a che fare. E se consideriamo che un avvocato medio in Inghilterra può costare anche più di 300 sterline l’ora ……. Abusi ? ……….lascio a voi ogni considerazione.


You’re not a pirate, are ye?

Media
12 Apr 2010

Gill Murdoch and her husband, Ken MacKinnon, were surprised when a threatening lawyer’s letter came through the door of their Inverness home. It demanded that they pay Â�500 immediately because they had allegedly made available a copy of a computer game…read more…

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mariosabatino

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