Criptomonete e diritto: le funzioni della moneta tradizionale

Oggi inizia la pubblicazione di una breve serie di scritti sul tema delle criptomonete (bitcoin, litecoin ecc.) e sul loro inquadramento giuridico. Si tratta di articoli da me già precedentemente pubblicati nel 2014 che ho deciso di tirare fuori dal cassetto in considerazione del sempre più crescente interesse per il fenomeno.

Ovviamente, quando si parla di criptomonete, non si può fare a meno di dedicare spazio alla moneta tradizionale ed alle sue funzioni. Buona lettura.

La moneta svolge la funzione di intermediaria degli scambi

Gli operatori usano la moneta perché semplifica enormemente i trasferimenti di valore da un soggetto ad un altro. Gli svantaggi derivanti dal baratto sono infatti facilmente intuibili. I desideri ed i bisogni dei vari soggetti disposti a scambiare le proprie eccedenze con altri non sempre corrispondono; una difficoltà ulteriore deriva dalla differenza dei valori dei beni scambiati con il baratto diretto. Un allevatore vuole scambiare le proprie eccedenze di latte con dei tessuti ma il produttore dei tessuti è allergico al lattosio ed ha bisogno invece di un apparecchio telefonico per contattare i propri clienti e fornitori. Una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere al baratto indiretto. Tuttavia con il baratto indiretto tutto si complica ulteriormente. Infatti l’allevatore dovrebbe cercare sul mercato un venditore di apparecchi telefonici che abbia bisogno della quantità di latte necessaria a pagare l’apparecchio telefonico del quale ha bisogno il venditore di tessuti. Inoltre i tessuti scelti dall’allevatore sono particolarmente pregiati e quindi il venditore di tessuti non è disposto a barattarli con un semplice apparecchio telefonico. E’ facilmente intuibile quanto sia farraginoso questo sistema di scambio. Il sistema del baratto indiretto è infine anche più costoso poiché il numero di scambi necessari per accontentare tutti è molto elevato e richiede conoscenze sul valore di ogni singolo bene che entra nella serie di passaggi che alla fine porteranno il nostro allevatore ad ottenere il tessuto di cui aveva bisogno.

Con la moneta invece tutti i beni e servizi si trasformano in valore (cioè il valore dei beni e servizi convertito in moneta) che può essere utilizzato per l’acquisto di tutto ciò di cui ogni operatore abbia bisogno in modo più rapido e con costi ridotti. Ovviamente, se si usa moneta cartacea, la rapidità dello scambio ed il contenimento dei costi sarà tanto maggiore quanto minore sia la distanza tra i due operatori. Infatti, se due operatori scambiano beni con moneta all’interno di un negozio o di un mercato, tale operazione potrà essere eseguita mediante la consegna della moneta pari al prezzo nonché del bene stesso senza nessun costo aggiuntivo. Lo scenario si presenterebbe diverso se i due operatori fossero distanti tra loro e quindi dovessero trasferire le somme utilizzando, ad esempio, i servizi di una banca che normalmente comportano dei costi corrispondenti alle spese per l’esecuzione di un bonifico e per la tenuta del conto corrente bancario. Non vi è dubbio che oggi una grandissima parte degli scambi avvenga a distanza e cioè senza che acquirente e venditore si incontrino fisicamente in un luogo.

Appare particolarmente calzante paragonare la moneta ad un lubrificante che consente di facilitare gli scambi. Come avviene per un motore che si bloccherà in mancanza di olio, senza la moneta (lubrificante), il volume degli scambi si ridurrebbe sensibilmente essendo gli stessi estremamente più complicati ed inefficienti come avviene per il baratto.

La moneta svolge la funzione di misura del valore

La moneta è una misura del valore dei beni e dei servizi. Così come, secondo una convenzione, per misurare il peso di qualsiasi oggetto si fa riferimento al chilogrammo e  ai suoi multipli e sottomultipli, allo stesso modo gli operatori trovano semplice e conveniente misurare il valore dei beni in termini monetari. Mentre però il chilogrammo è identico in tutti i paesi, lo stesso non può dirsi per la moneta. L’indicatore di valore moneta può variare a seconda di dove ci si trovi. Esso viene ad esempio indicato in dollari negli Stati Uniti, in sterline nel Regno Unito, in Euro nei paesi dell’Unione Europea che hanno adottato tale moneta. Il valore della moneta può inoltre variare nel tempo.  Pertanto la moneta risulta essere un’unità di misura relativa, a differenza dell’unità di peso o di lunghezza (chilogrammo o metro) che rimangono immutabili sino a quando gli operatori riterranno comodo ed efficiente il loro utilizzo.

La moneta è una riserva di valore nel tempo e nello spazio

La moneta è uno strumento estremamente conveniente per trasferire un valore da un luogo ad un altro o da un’epoca a quella successiva. Se ad esempio io decidessi di trasferirmi a vivere in un’altra città, potrei agevolmente convertire in moneta il valore della mia casa di proprietà vendendola e, con il ricavato della vendita, acquistarne una nuova  nel mio futuro luogo di residenza.  Inoltre, qualora decidessi di non acquistare una nuova casa e di non impiegare il ricavato della vendita in consumi presenti, potrei conservare la moneta per utilizzarla in un’epoca successiva.

E le criptomonete ?

Le criptomonete sono in grado di assolvere a ciascuna delle tre funzioni tipiche delle monete tradizionali. Possono essere un validissimo ed efficiente strumento per l’intermediazione degli scambi soprattutto a distanza. Tale strumento si  contraddistingue per efficienza ed economicità essendo i trasferimenti di criptomonete da un operatore all’altro rapidissimi e ad un costo molto ridotto rispetto a quelli di moneta tradizionale.

Ovviamente, le criptomonete possono svolgere il ruolo di misuratore del valore dei beni e dei servizi così come avviene con la valuta tradizionale; il valore della criptomoneta sarà tanto più grande quanto più gli operatori saranno disposti ad utilizzarla ed a scambiarla con altri beni e servizi.

Infine sono una riserva di valore nel tempo e nello spazio poiché posso decidere di vendere l’intera collezione di francobolli della Città del Vaticano che conservo nella mia casa di Roma in cambio di una certa quantità di bitcoin e, con il ricavato della vendita, acquistare servizi informatici negli Stati Uniti oppure nel regno Unito. Potrei inoltre decidere di non spendere i bitcoin e di conservarli in un portafoglio elettronico per averne la disponibilità in futuro.

Informazioni su

Avv. Mario Sabatino Law Firm - Italy WEB: www.sabatino.pro Twitter: www.twitter.com/mariosabatino www.twitter.com/studiosabatino

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